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Storia di Carpeneto - Storia di Carpeneto 6

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Storia di Carpeneto
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Una piccola cappella, detta delle Anime Purganti, segnò fin dal 1815 (caduta della Repubblica di Genova), il confine tra il Regno di Sardegna e la Repubblica Genovese. Il gruppo di case che si trova nelle vicinanze di quella cappella, detto "i Currei" (corrieri), serviva come stazione per la corrispondenza postale per i corrieri.

CarpenetoCon rogito del Notaro Aleramo Persiani in Genova, in data 6 aprile 1841, registrato il 4 maggio al n.2426, il conte Giovanni Gerolamo rolla vendette il castello di Carpeneto con le terre annesse al marchese Nicola Ignazio Pallavicino (1803 – 1871). Il castello e le sue proprietà fu tramandato per primogenitura al figlio Rodolfo (1853 – 1893) che sposò la marchesa Filomena Durazzo. Il loro primogenito Nicola (1863 – 11 aprile 1911) non si sposò e, alla sua morte, lasciò il castello al secondogenito Giacomo (1865 – 11 gennaio 1955). Questi, sposatosi con Luigia Boggio, ebbe due figlie, Laura (1906 – 17 settembre 1968) sposata con il marchese Gian Gerolamo Chiavari e Paola (1912 - 1994) sposata con il marchese Franco Afan de Rivera Costaguti.

Alla marchesa Laura Chiavari successero, nel 1968, i figli: Maria Caterina, Gian Luca, Gian Giacomo, Maria Luisa e Maria Pace.

Alla marchesa Paola Afan de Rivera Costaguti successero, nel 1994, i figli: Diego, Giovangiorgio, Pietro, Maria Luisa, Giovannella e Immacolata.

Nel corso degli anni vennero apportate al castello importanti opere di restauro ed abbellimento: il marchese Giacomo, dopo studi su antichi disegni, completò la torre, la chiesetta di S. Antunin è stata restaurata nel 1967 a cura della marchesa Laura Chiavari e della marchesa Paola Afan de Rivera Costaguti, con l’intervento del geom. Fernando Migliardi di Ovada, degli architetti Giorgio Lambrocco ed Ernesto Gallo della Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte nonché del capomastro Giuseppe Rizzo di Carpeneto.

Tra i Carpenetesi ed i castellani non vi furono, nella storia, contrasti o divergenze.

Gli abitanti di Carpeneto si dimostrarono saggi amministratori, intelligenti diplomatici e destri in politica. A queste loro non comuni doti è dovuta la continua indipendenza e libertà. Anche in campo militare eccelsero per coraggio e astuzia, riuscendo a condurre in loro favore gli eventi.

Il numero degli abitanti, alle origini di circa 300 unità, si contenne per secoli attorno alle 3000 unità, pur non ammettendo sul proprio territorio stranieri.

L’importanza della sua posizione geografica, come per il passato, così fino all’inizio del 1900, ha dato a Carpeneto una posizione di privilegio: era sede di Mandamento di Pretura, aveva la stazione telegrafica e la Stazione dei Reali Carabinieri; dalla Parrocchia Foranea di S. Giorgio dipendevano le parrocchie di Madonna della Villa, Trisobbio, Montaldo Bormida e Rocca Grimalda.

Nel dopoguerra l’industria ha richiamato forze di lavoro verso la grande città e molti carpenetesi si sono trasferiti a Genova o a Milano.

(notizie tratte da un opuscolo curato dai proprietari del Castello di Carpeneto – edito dalla tipografia Pesce di Ovada – settembre 1969)



 

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